Consigli in Aria | Selfie T-Shirt

Che voi li amiate o che li odiate; che passiate il tempo a scattarveli o a commentare chi se li scatta, i selfie sono un fenomeno di costume che ha decisamente caratterizzato i primi anni dieci del 2000. In fondo non sono una novità: pittori e fotografi hanno da sempre fatto un ampio uso dell’autoritratto per trasmettere il loro messaggio. Solo Van Gogh ne ha realizzati circa una quarantina – e non era certo facile come scattarsi una fotografia con lo smartphone – e sono numerosi i fotografi che hanno girato l’obiettivo verso se stessi oppure hanno usato furbescamente specchi e superfici riflettenti per comparire all’interno delle loro rappresentazioni.

Uno degli autoritratti di Vincent Van Gogh

Uno degli autoritratti di Vincent Van Gogh (1887)

Diciamo che, se nei casi sopracitati c’è un senso e un messaggio, spesso e volentieri aprendo i social network e trovandosi di fronte a certe immagini viene da chiedersi “Perché?”. Ma tant’è, in fondo siamo tutti mossi dalla volontà di documentare il nostro passaggio sulla terra, anche se in modo effimero, e forse tra qualche tempo qualcuno avrà la controversa idea di mettere i selfie anche sulle lapidi (o forse l’hanno già fatto?). Riflessioni filosofiche a parte, il consiglio in aria di oggi, l’avrete capito, ha a che fare proprio con i selfie.

Timur Kim, venticinquenne stilista londinese, ha infatti realizzato la sua prima collezione di Selfie Tshirt, ovvero magliette grafiche unisex realizzate appositamente per comparire bene e farvi comparire bene negli autoscatti da telefonino. Il suo ragionamento è molto semplice: nei selfie generalmente si inquadra il viso, il collo e le spalle, per cui magliette e stampe non si vedono o si vedono poco. Va da sé che nelle maglie da lui realizzate per questa collezione la zona più interessante è posizionata nella parte alta della maglietta, anziché al centro, in modo che possa comparire nella fotografia.

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com

Anche in questo caso, nulla di nuovo sotto il sole. E’ da tempo ormai che le candidate all’Oscar scelgono i propri abiti con lo stesso principio bene a mente. La vincitrice della statuetta d’oro, infatti, viene spesso fotografata e quindi “diffusa” a mezzo busto, concentrando tutta l’attenzione sulla parte alta del corpo e sulle braccia che reggono il premio. Poco importa che abbia uno strascico o la minigonna, che abbia ai piedi scaglie d’oro o le flip flop, quello che si vedrà sarà la parte superiore del tuo vestito, fino alla cintura più o meno. Se il corpetto dell’abito è scialbo , verrai dimenticata facilmente.

Halle Berry, Meryl Streep, Sandra Bullock, Cate Blanchet e Julia Roberts

Halle Berry, Meryl Streep, Sandra Bullock, Cate Blanchett e Julia Roberts

Avranno effettivamente successo queste magliette? Al momento nessuno può dirlo con certezza – andiamo, comprarsi una maglia solo per comparire bene in foto sembra un po’ esagerato – ma siamo d’accordo che la pensata sia alquanto brillante.

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com

Photo: Timur Kim | http://www.timurkim.com



Fonte: Refinery29 

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