Consigli in Aria | Anna Karenina

Una scena di Anna Karerina

Una scena di Anna Karerina

Grazie alla minuziosa sceneggiatura di Tom Stoppard, Joe Wright torna, dopo The Soloist e Hanna, a ciò che sa fare meglio – ovvero portare sullo schermo drammi letterari – restituendoci una nuova interpretazione di Anna Karenina. A differenza dei suoi lavori precedenti, questa volta, a brillare sullo schermo non è Keira Knightley, con cui il regista ha già collaborato per Orgoglio e Pregiudizio ed Espiazione, né l’ormai navigato Jude Law, ma Matthew Macfadyen nel ruolo di Oblonsky, al limite tra il comico e il tragico, e il giovane Domhall Gleeson nel ruolo di Levin, attore su cui ci sentiamo di scommettere anche in futuro.

Non è facile raccontare in modo nuovo una storia come Anna Karenina, già portata sul piccolo e grande schermo svariate volte. Per farlo, Stoppard e Wright incentrano l’intera narrazione sulla visione, fallace e difettosa, dell’eroina romantica, costretta senza via di uscita in un teatro che cambia e si modifica, ma sostanzialmente è sempre lo stesso, dove la protagonista raramente riesce a nascondersi dallo sguardo e dal giudizio del pubblico/società russa. In questo senso risulta ancora maggiore il contrasto con i momenti totalmente privati vissuti con il marito e con l’amante Vronsky e soprattutto con la vicenda di cui è protagonista Levin che, al contrario, riesce a fuggire dalle costrizioni della società/teatro.

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